Aria e amore

Meraviglioso come sempre.

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Falene

Si dice che una falena porti con sé lo spirito di un morto che di notte torna a farci visita. È per questo che a volte entrano dentro le case. Secondo antiche credenze popolari è un’anima che non trova pace e cerca qualcuno per una preghiera”

Questa è Alice che racconta ad Enrico come le falene siano più che semplici farfalle notturne. Alice è una ragazza poco più che adolescente che muore in una notte mite per mano di qualcuno che avrebbe dovuto proteggerla. Enrico è il suo fidanzato,che quella maledetta sera la lascia tornare a casa da sola,senza accompagnarla,per uno stupido litigio scoppiato in macchina.

Enrico non perdonerà mai sé stesso per quella sera,la famiglia di Alice finirà per perdersi nel dolore di quella notte e gli amici finiranno per dimenticare cosa scatenò la lite e le sue conseguenze.

Riccardo Bruni ha un modo di scrivere colloquiale,ti sembra di leggere delle lettere tra amici;la lettura è fluida e veloce nonostante la storia sia profonda e piena di nostalgia. In questo suo romanzo decide di dare voce anche alla vittima,presentando la storia da tanti punti di vista e permettendo al lettore di avere la situazione sotto controllo. 

Non sempre questa sensazione piace,come a me che preferisco rimanere all’oscuro di alcuni particolari per poterli creare da me. In questo caso invece ho apprezzato molto il romanzo perché nella sua semplicità racconta la storia di un amore,di un’amicizia e della fiducia tradita senza cadere nel banale. Probabilmente la morte della protagonista aiuta a creare un minimo di suspense,anche solo per scoprire chi sia il vero colpevole.

Piacevole e scorrevole,Bruni è uno scrittore che ho imparato ad apprezzare grazie al Kindle Unlimited dove due suoi romanzi sono scaricabili gratuitamente.

Consigliato per una lettura leggera e della sera,quando ci si vuole rilassare dopo una giornata impegnatova.

A presto!

V.

100 libri

100 libri

Qualche giorno fa aprendo Facebook mi si è riproposto un ricordo dell’anno scorso di un post pubblicato da un blog di libri dove si stilava la lista dei 100 libri da leggere assolutamente nella vita. Già l’anno scorso avevo fatto il calcolo di essere a circa 1/5 della strada; e quest’anno ne ho aggiunti solo 3. Devo darmi da fare seriamente, o finirò come la moglie del protagonista di “The equalizer – Il vendicatore” film con Denzel Washington (uno dei miei attori preferiti insieme a Will Smith, del quale ho visto praticamente tutti i film, anche più volte) che morì prima di completare la sua lista fermandosi a quota 97.

Ve la propongo, evidenziando i libri da me letti e se avete voglia provate anche voi a contare quanti ve ne mancano al traguardo 😉

1 Orgoglio e Pregiudizio – Jane Austen

2 Il Signore degli Anelli – J.R.R. Tolkien (come ben sapete, parzialmente)

3 Il Profeta – Kahlil Gibran

4 Harry Potter – JK Rowling (per ora ho letto solo il primo volume)

5 Se questo è un uomo – Primo Levi

6 La Bibbia

7 Cime Tempestose – Emily Bronte

8 1984 – George Orwell

9 I Promessi Sposi – Alessandro Manzoni (potrei addirittura citare qualche passaggio a memoria, grazie all’ossessione che la mia prof. del liceo aveva per questo romanzo!)

10 La Divina Commedia – Dante Alighieri (idem come sopra per quello che riguarda L’Inferno; Purgatorio e Paradiso di sfuggita)

11 Piccole Donne – Louisa M Alcott

12 Lessico Familiare – Natalia Ginzburg

13 Comma 22 – Joseph Heller

14. L’opera completa di Shakespeare (ho letto più volte Sogno di una notte di mezza estate Machbeth, le mie opere preferite!)

15 Il Giardino dei Finzi Contini – Giorgio Bassani

16 Lo Hobbit – JRR Tolkien

17 Il Nome della Rosa – Umberto Eco

18 Il Gattopardo – Tommasi di Lampedusa

19 Il Processo – Franz Kafka

20 Le Affinità Elettive – Goethe

21 Via col Vento – Margaret Mitchell

22 Il Grande Gatsby – F. Scott Fitzgerald

23 Bleak House – Charles Dickens

24 Guerra e Pace – Leo Tolstoy

25 Guida Galattica per Autostoppisti – Douglas Adams

26 Brideshead Revisited – Evelyn Waugh

27 Delitto e Castigo – Fyodor Dostoyevsky

28 Odissea – Omero

29 Alice nel Paese delle Meraviglie – Lewis Carroll

30 L’insostenibile leggerezza dell’essere – Milan Kundera

31 Anna Karenina – Leo Tolstoj

32 David Copperfield – Charles Dickens

33 Le Cronache di Narnia – CS Lewis

34 Emma – Jane Austen

35 Cuore – Edmondo de Amicis

36 La Coscienza di Zeno – Italo Svevo

37 Il Cacciatore di Aquiloni – Khaled Hosseini

38 Il Mandolino del Capitano Corelli – Louis De Berniere

39 Memorie di una Geisha – Arthur Golden

40 Winnie the Pooh – AA Milne

41 La Fattoria degli Animali – George Orwell (letto sia in italiano che inglese, santo liceo!)

42 Il Codice da Vinci – Dan Brown

43 Cento Anni di Solitudine – Gabriel Garcia Marquez

44 Il Barone Rampante – Italo Calvino (Calvino è un altro autore che mi ha fatto apprezzare la mia prof. di italiano di seconda liceo; probabilmente dovrei farle un monumento per le meraviglie artistiche che ci ha fatto conoscere. Anche se all’epoca non facevamo altro che lamentarci 😉 )

45 Gli Indifferenti – Alberto Moravia

46 Memorie di Adriano – Marguerite Yourcenar

47 I Malavoglia – Giovanni Verga

48 Il Fu Mattia Pascal – Luigi Pirandello

49 Il Signore delle Mosche – William Golding

50 Cristo si è fermato ad Eboli – Carlo Levi

51 Vita di Pi – Yann Martel

52 Il Vecchio e il Mare – Ernest Hemingway

53 Don Chisciotte della Mancia – Cervantes

54 I Dolori del Giovane Werther – J. W. Goethe

55 Le Avventure di Pinocchio – Collodi

56 L’ombra del vento – Carlos Ruiz Zafon

57 Siddharta – Hermann Hesse

58 Il mondo nuovo – Aldous Huxley

59 Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte – Mark Haddon

60 L’Amore ai Tempi del Colera – Gabriel Garcia Marquez

61 Uomini e topi – John Steinbeck

62 Lolita – Vladimir Nabokov

63 Il Commissario Maigret – George Simenon

64 Amabili resti – Alice Sebold

65 Il Conte di Monte Cristo – Alexandre Dumas

66 Sulla Strada – Jack Kerouac

67 La luna e i Falò – Cesare Pavese

68 Il Diario di Bridget Jones – Helen Fielding

69 I figli della mezzanotte – Salman Rushdie

70 Moby Dick – Herman Melville

71 Oliver Twist – Charles Dickens

72 Dracula – Bram Stoker

73 Tre Uomini in Barca – Jerome K. Jerome

74 Notes From A Small Island – Bill Bryson

75 Ulisse – James Joyce

76 I Buddenbroock – Thomas Mann

77 Il buio oltre la siepe – Harper Lee

78 Germinale – Emile Zola

79 La fiera delle vanità – William Makepeace Thackeray

80 Possession – AS Byatt

81 Canto di Natale – Charles Dickens

82 Il Ritratto di Dorian Gray – Oscar Wilde

83 Il Colore Viola – Alice Walker

84 Quel che resta del giorno – Kazuo Ishiguro

85 Madame Bovary – Gustave Flaubert

86 A Fine Balance – Rohinton Mistry

87 Charlotte’s Web – EB White

88 Il Rosso e il Nero – Stendhal (sia in italiano che in francese. Un anno intero e un’estate…aiuto!!)

89 Le Avventure di Sherlock Holmes – Sir Arthur Conan Doyle

90 The Faraway Tree Collection – Enid Blyton

91 Cuore di tenebra – Joseph Conrad

92 Il Piccolo Principe– Antoine De Saint-Exupery

93 The Wasp Factory – Iain Banks

94 Niente di nuovo sul fronte occidentale – Remarque

95 Un Uomo – Oriana Fallaci

96 Il Giovane Holden – Salinger

97 I Tre Moschettieri – Alexandre Dumas

98 Amleto – William Shakespeare

99 La fabbrica di cioccolato – Roald Dahl

100 I Miserabili – Victor Hugo

Gran parte dei libri sottolineati vengono dall’esperienza scolastica, sia durante l’anno che durante l’estate, con gli odiati compiti delle vacanze.

Ricordandola oggi, è stata forse l’esperienza migliore della mia vita; 5 anni che mi hanno insegnato tanto, al di là della mera materia scolastica. 5 anni in cui ho incontrato la mia migliore amica, la famosa altra metà della mela; in cui ho fatto esperienze indimenticabili come le gite settimanali in luoghi pieni di interesse e storia. Ho conosciuto insegnanti meravigliosi che amavano, e amano, il loro lavoro come fosse l’unica ragione di vita; che trasmettono la passione per quello che insegnano come se ne andasse della loro vita. Mi hanno aperto gli occhi su quella che sarebbe stata la mia strada e mi hanno dato la possibilità di sperimentare tante cose diverse per poi scegliere l’unica che davvero faceva per me.

Per quanto gli anni del liceo e dell’adolescenza possano sembrare terribili e pieni di angosce, per me sono stati il momento in cui sono cresciuta come donna e oggi come mamma. Mi piacerebbe che mia figlia vivesse gli anni della scuola superiore con lo stesso entusiasmo e la stessa curiosità con cui li ho vissuti io; che si facesse affascinare da tutto il sapere che ci circonda e trovasse la sua strada. Le parlo sempre del mio periodo scolastico per farle capire che, a differenza di quello che può pensare o sentire, è il momento della vita che ti accompagnerà per sempre; è l’unico momento (insieme a tanti altri importanti che verranno dopo ovviamente) che ricorderai sempre, nel bene o nel male. Quindi, le dico, meglio fare di tutto perché i ricordi che rimangano siano più positivi possibile 🙂

Fatemi sapere voi a che punto siete della lista!

A presto,

V.

Un giorno solo, tutta la vita

Un giorno solo, tutta la vita

“Amatissima Lenka,

non ho più alcun indirizzo a cui inviare questa lettera. Ma la scrivo comunque perché è l’unico modo di dirti addio. Sono passati sei anni dall’ultima volta in cui ho avuto tue notizie; le tre lettere che mi inviasti in Inghilterra sono il mio unico tesoro. Ogni sera prima di dormire le rileggo, e cerco di rievocare il suono della tua voce.

Sono passati i giorni, i mesi e gli anni, e tu non mi sei mai svanita dal cuore. Ma è sempre più difficile immagine il dolce rumore del tuo respiro accanto a me, la cadenza delle tue parole, il profumo dei tuoi capelli. Tuttavia la memoria sa anche essere garbata. Ai miei occhi tu sei sempre bellissima: ricordo come se fosse ieri la simmetria del tuo viso, il rosa delle tue labbra, la curva tenera del mento.

E quando Dio è gentile con me, tu vieni ancora a trovarmi la notte, in sogno. Quasi riesco a sfiorarti il viso, sentire il contatto delle tue labbra, il peso del tuo corpo che ricadde sul mio.

La Croce Rossa mi ha detto che hai trovato la fine in un luogo chiamato Auschwitz. Dicono che sei arrivata là con uno degli ultimi trasporti da un altro campo di nome Terezin, insieme a tua madre, tuo padre e tua sorella.

Ho visto i nomi di Terezin e Auschwitz sui giornali. Le immagini pubblicate sono orrende, e io fatico molto a credere che l’uomo possa aver concepito tanta malvagità. E non riesco a pensare che tu, amor mio, sia morta in un luogo del genere. Non scriverò su questo foglio che tu sei tra quei mucchi di morti, in quel vortice di ceneri annerite. Concederò a me stesso di pensare che tu mi stia solo aspettando. Tu, la mia sposa. Tu, Lenka, la ragazza alla stazione di Praga, con la spilla di mia madre nella mano tesa.

Sto mentendo a me stesso, lo so, ma per sopravvivere non posso fare altro.

Sempre tuo J.”

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Questa è l’ultima lettera che Josef scrive a Lenka prima di perdere ogni speranza di trovarla viva alla fine della guerra. Lui, negli Stati Uniti riuscito a sfuggire per miracolo prima alla deportazione degli Ebrei ciechi nei campi di concentramento e poi all’affondamento della nave che avrebbe dovuto portare lui e la sua famiglia in salvo in America.

Josef e Lenka sono due giovani che incarnano tante storie vissute e raccontate all’autrice da chi, da quei campi, è uscito salvo ma segnato nel profondo, non solo fisicamente ma soprattutto umanamente. Racconta la scrittrice di aver preso spunto per il suo romanzo da una chiacchiera sentita dalla parrucchiera, durante la quale una signora raccontava ad un’amica di due anziani che si sono ritrovati dopo 60 anni al matrimonio dei loro rispettivi nipoti e che prima della guerra erano sposati. Da qui nasce la storia di questi due giovani che si innamorano, si sposano e decidono di affrontare la paura e l’orrore dell’invasione tedesca e della successiva deportazione insieme alle famiglie d’origine. Questo perché Lenka, benché sposa di Josef e quindi avente diritto ad un visto per l’espatrio, decide di rimanere con la sua famiglia a Praga, affrontando insieme a lei il crescente stato di panico e di privazioni che i tedeschi insieme ai ciechi non ebrei infliggono alla popolazione sionista. Dalla stella gialla, ai cibi razionati, al coprifuoco; fino ad arrivare alla prima deportazione verso Terezin, dove Lenka riuscirà a sopravvivere grazie al suo enorme talento di disegnatrice e pittrice.

Seguiamo la storia dei due giovani saltando dal passato al presente; da una parte c’è Josef, che dopo aver invano cercato la sua amata per sei lunghi anni apprende che è morta durante la sua detenzione nel campo di Auschwitz; durante questo periodo incontra Amalia, altra ebrea austriaca, sfuggita alla persecuzione che gli racconta la sua storia: è partita per l’America lasciando a Vienna padre, madre e la sorella più piccola. Josef, durante la traversata dell’Atlantico perde padre, madre e sorella per l’affondamento del piroscafo che li avrebbe portati in salvo e si lega molto ad un ragazzo partito da solo e scampato anche lui all’annegamento.

Josef e Amalia si sposano, senza amarsi con la passione che travolge due giovani della loro età; ma con la tenerezza e la comprensione che quello che si è passato si può superare solo col tempo e la compagnia reciproca.

Noi quindi leggiamo della vita di coppia di Josef, che avrà due figli e un nipote; dall’altra leggiamo della vita di sofferenza e privazione che dovrà sopportare Lenka prima della liberazione da parte degli americani. Leggeremo dei suoi ultimi istanti con i genitori, uccisi subito dopo il loro arrivo ad Auschwitz perché troppo deboli per lavorare. Leggeremo della morte della sorella, uccisa con un colpo di fucile alla testa proprio davanti ai suoi occhi. E leggeremo del suo incontro con un giovane soldato americano che deciderà di farla sua sposa e portarla con lui in America. Anche lei vivrà una vita di coppia scandita da un amore tenero e pieno di gratitudine per un uomo che l’ha salvata e riportata alla vita. Anche lei avrà una figlia, che a sua volta avrà una figlia, dai capelli rosso fuoco come la sua amata sorella morta in Polonia.

E il destino farà incontrare di nuovo questi due amanti dopo 60 anni, al matrimonio dei loro nipoti chiudendo finalmente un cerchio sulla loro storia e sul loro dolore.

Si parla di amore, di sofferenza, di voglia di farcela e di compassione; è un libro che mi ha commosso. E’ anche un libro che parla di speranza; di destino; di angeli custodi.

Ho letto molti libri ambientati in quel periodo; questo è stato il solo a descriverlo attraverso gli occhi dell’amore eterno.

Fatemi sapere cosa ne pensate, quando lo leggerete 😉

A presto.

Bilancio:grazie 2017

Tutti fanno un bilancio dell’anno appena finito e si prodigano a esprimere dei grandi propositi per quello che è iniziato da qualche ora.Propositi che immancabilmente al 31 Dicembre 2018 non saranno stati esauditi e finiranno nel cassetto insieme ai centinaia espressi negli anni passati,sotto calze della befana polverose e cioccolatini scaduti.

Tutti che si affrettano a insultare l’anno appena finito e a pregare che il 2018 porti solo cose belle,basta dolori,basta sofferenze,basta privazioni.Ecco,magari qualche soldo in più,qualche amicizia nuova che si dimostrerà immune alla distanza e alle incomprensioni.Mi sembrano tante lettere di Babbo Natale scritte da adulti ancora un po’ bambini,che non aspettano altro che scartare i regali sotto l’albero credendo ancora sia un uomo bianco di capelli,con la barba folta e panciuto a depositarli con cura dopo aver mangiato biscotti e latte lasciati vicino al camino finto.

Io invece questo 2017 devo ringraziarlo;perché nonostante sia iniziato in un modo un po’ turbolento(casa da cercare,casa trovata ma mutuo non passato e quindi…altro giro altro regalo!),nonostante il lavoro stentasse e i rapporti coi colleghi non fossero dei migliori,ad un certo punto(e caso vuole che il punto arrivasse proprio in prossimità del mio compleanno)tutto è svoltato. Casa nuova trovata,casa MIA finalmente(solo di nome perché,di fatto,siamo in affitto;ma scelta da ME); al lavoro finalmente armonia e gioco di squadra che ci è valso il budget per due mesi di fila(e scusate se faccio la venale ma,non so a voi,a me più soldi in tasca fanno solo che felice😏). Una vecchia collega,ma nuova;la prima vera vacanza di famiglia dopo anni di sacrifici e pomeriggi ritagliati a doppi lavori,la domenica di agosto. Una nuova collega brava e subito complice,il primo Natale come piace a me:pieno di decorazioni,luci,profumi,colori.La prima tredicesima(perché io che arrivo da anni di partita iva la tredicesima neanche sapevo come si scriveva😏);il primo aperitivo a bologna in un pomeriggio di luglio caldo e pieno di felicità con le amiche di una vita,la follia di farlo sapendo che ne vale sempre la pena.

Non poteva certo dare così tanto senza chiedere lo scotto;quindi ha deciso di farmi passare il primo Natale senza mio papà,impegnato a combattere contro una malattia infame ma con tanta voglia di vincere(e cazzo se vincerà!!). 

Ma sapete cosa?Nonostante la fine dell’anno sia stato un fuori programma,nonostante sia un anno dispari(questa cosa che gli anni dispari siano peggio dei pari me la dovete spiegare perché ancora oggi a 32 anni suonati non l’ho capita) voglio dire GRAZIE al 2017 che mi ha portato un sacco pieno di serenità,di tranquillità e di certezze. Tutti ti odiano,ma da me riceverai un solo grande GRAZIE.

P.s:poi per la questione di mio papà ce la vediamo in privato,non ti preoccupare😕